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giovedì 29 gennaio 2015

I gusti altrui: dalla Serbia



Ricordo tutti i pranzi con la mia famiglia, nei giorni di festa, quando eravamo tutti insieme. C’era tanta euforia il giorno prima, quando si preparava tutto per la festa, per accogliere gli ospiti.


Anche oggi, il 12 luglio è la nostra festa, del santo del mio paese. Io torno sempre tre giorni prima della festa, aiuto mia mamma a preparare i dolci e tutte le cose per gli ospiti. Io faccio sempre le decorazioni per la tavola. In questo giorno io sono tanto contenta perché ritrovo le persone care dopo un anno.
 
Jelena

sabato 17 gennaio 2015

I gusti altrui: dal Marocco



Da 12 anni circa abito in Italia. 
Il mio modo di mangiare è un po’ cambiato.

Qui trovo tutto pronto al supermercato. Compro già fatto il pane, la farina, il miele, il semolino, la pasta, il riso …


Anche la colazione che preparo ai miei figli è diversa da quella che facevo io alla loro età.

Oggi preparo loro latte o thè con biscotti o tortine già confezionate. 
da crumbledimele.it


Porto nel cuore un piatto tipico del mio paese: il “Tajin”.
Ogni tanto lo cucino con carne di pollo o agnello, o vitello cucinata in una pentola di terracotta, con verdura e frutta secca. 

il tajin da giallozafferano.it


Quando abitavo in Marocco la preparazione delle pietanze avveniva completamente  in casa, a partire dagli ingredienti. 

Si comprava il grano, lo si lavava, lo si lasciava al sole ad asciugare e si separava il chicco dalla “pula”. Si macinavano i chicchi per fare la farina e preparava il pane, la semola, il cous cous.


Io ho imparato a cucinare da mia nonna e da mia mamma. 

I messamen da cucina-marocchina.blogspot.com

Uno degli usi della farina era la preparazione delle “Messamen”, un pane speciale fatto di farina, acqua e sale, cotto un una pentola in ferro con un po’ di olio e burro. Serviva per fare la colazione al mattino accompagnato dal miele. 

Raja

I gusti altrui: racconto dalla Bulgaria



Forse oggi il cibo è più vario di una volta. 

Spesso cucino cose che mi chiedono mia figlia e mio marito. 
Loro però sono abitudinari e in questo modo io mi ritrovo a cucinare sempre le stesse cose, che non mi rappresentano. 
Io vivrei di zuppe e minestre. 
I cibi di ieri invece sono collegati alla mia infanzia. 
da leiweb.it
Avevamo un orto. Si rispettava la stagionalità del prodotto. 
 Mi ricordo ancora i profumi e i sapori della frutta e verdura appena raccolte e i piatti cucinati da mia nonna. 


Spaska